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monkey

Again

I polsi mi fanno ancora male, ma non e' il dolore peggiore...


  • Sono vago.

  • Non metto i soggetti.

  • Scrivo post insensati nei quali non dico un cazzo ed uso una cifra di spazio.

  • Chiedo meno di quel che potrei.

  • Ho una richiesta enorme ma, in realta', "non voglio".

  • Sono disfunzionale.

  • Quando sono cosi' non vado bene, sono una noia mortale e non c'e' nulla da fare.

  • Io non voglio capire.

  • Non si possono fare esempi specifici per spiegare questa cosa.

  • Non devo imporre, devo chiedere.

  • Devo capire, ma non e' un'imposizione... e' un fatto.

  • Si tratta di quello che voglio io.

  • Smettere di parlare dei problemi di qualcuno in funzione delle mie turbe psicomistiche e' uno spreco di tempo.

  • Creo mostri... no... ispiro mostri... e faccio venire da ridere.

  • Sono carino quando m'incazzo.

  • I should save my nrgies.

  • Il mio considerare arrogante tutto questo e' divertente.



Questa lista sintetizza come - per l'ennesima volta - qualcuno abbia trovato giusto ed UTILE svelarmi qualche aspetto della mia vita che starei sottovalutando o ignorando.

Come sempre giunge tutto in un grosso pacco disordinato, al termine di una lunga e confusa gestazione emozionale...

Finche' sono di supporto al cuore ed ai sogni di qualcuno che attraversa una palude, posso essere me stesso senza alcuna riserva... quando il mio compito si esaurisce, improvvisamente salta fuori che nonostante tutto sono cieco, imbranato e fesso... un represso noioso e ripetitivo, un poeta da due soldi con troppe fantasie.

Capirmi non vale poche ore di sonno... non vale una sigaretta... non vale la pena... perche' non c'e' nulla da capire.
Ho un problema e lo DEVO risolvere. Devo ritrovare collocazione ed integrarmi nel rigenerato ecosistema... cercarmi un lavoro ed un compenso adeguati. E lo devo fare da solo.

Mentre tolgo i punti di ferite ben suturate, posso deliziarmi leccando il pus ed ascoltando gli struggenti corollari di questioni ora perfettamente sotto controllo.
L'operaio che ho aiutato a ribellarsi al padrone crudele e' ora un padrone a sua volta... ed e' molto occupato.
Anche se prima non sapeva come liberarsi, ora sa PERFETTAMENTE come e' giusto che vadano le cose... e come e' giusto che vada io.
Il vecchio padrone e' ora un caro amico... ma no... aspetta... io questo non lo so!!

I suggerimenti e le opportunita' sono ben accetti e ricompensati: che dovrei chiedere di piu'?
Come posso rifiutarmi di abitare la meravigliosa isoletta nella quale mi propongono di invecchiare?

Vorrebbero la mia rabbia, il mio desiderio, il mio saper essere visionario... i miei sogni.
Vorrebbero la mia forza, la mia freddezza, la mia determinazione.
Vorrebbero un soldato perfetto che li desidera, che li coinvolge, li rispetta e li onora con la propria preferenza.
Con la propria fedelta'.
Che tramite la propria eccellenza li renda soddisfatti di averlo al proprio fianco, ma contemporaneamente col proprio silenzio permetta loro di essere deboli nel segreto di una profonda relazione.

Vorrebbero che tollerassi le debolezze... che le amassi. Che sornione me ne facessi attrarre e le solleticassi...
Vorrebbero che mi innamorassi della persona che fingono d'aver bisogno d'essere. Che poi il mio Amore non esiste.
Vorrebbero che giustificassi la loro crudelta'... che fossi complice di ritorsioni ed inutili strumentalizzazioni... con il silenzio e la solitudine.


Io sono un bambino. Volevo solo giocare...


Amo, prometto, combatto e credo davvero. Non dimentico nulla, ma ad un amico perdono tutto... o quasi...
Difendo il gruppo e faccio la mia parte... finche' la Mamma non mi dice di salire per la cena.
Sto zitto, tengo il segreto... almeno per un po'.
Sono felicissimo ogni mattina e concludo la giornata al meglio... a volte piango, a volte rido a volte non so che dire.
Lo stupore mi scorre nelle vene e mi fa rabbia vederlo regalare per un pacchetto di figu o un biglione di ceramica.

Nel gruppo ci sono cose che si sanno... cose che si fanno.
Ci sono dei momenti in cui devi restare. In cui devi condividere un'esperienza o afferrare il senso...
Momenti in cui qualcuno ti odia o ti ama. In cui devi combattere. In cui devi accettare.
Ci sono insinuazioni e pettegolezzi... e se si parla di te lo sai.

Ci sono grandi sconfitte... perdite... dolori. Ci sono momenti di gloria... ed il gruppo e' come fosse uno.

Io sono uno del gruppo.


Gestire situazioni simili a quella di stasera mi rende esausto... come frattali si ripetono l'una nell'altra inesorabilmente.
L'incomprensibile diventa scontato, l'ignoto diventa ovvio, l'amore diventa un ricatto. E io non lo posso tradire.
Il mio bisogno di restare me stesso rende le persone annoiate ed egoiste... smettono di parlarmi delle loro inquietudini, per impedirmi di preservarle.
Con arroganza seducono se stessi, si avvelenano per poter lentamente degradare verso il lamento... smettono di pensare, addossandomi le responsabilita' di una fantomatica ispirazione che li starebbe guidando... di una forza che io avrei contribuito a creare ma non sarei in grado di comprendere.

Come se l'amicizia fosse un contratto, viene contabilizzata la mia presenza... non bastano il tempo regalato col cuore e quello motivatamente impiegato... serve anche dello spreco votivo, qualcosa di rassicurante ed innoquo... di accompagnatorio. Dovrei salire sull'ascensore mentre questo ridiscende verso piani piu' bassi... e coprire i numerini dei piani... e fingere di essere entusiasta per la meravigliosa shortcut verso la cima che questo viaggio rappresenta.

"Devi imparare a chiedere"
"... e' cio' che vuoi..."
"... so che lo vuoi."

Chiedere... sarebbe facilissimo... e' facilissimo.
Lo faccio e funziona... ma non mi da nessuna soddisfazione. Sa di me.
Non ne ho bisogno... non ho bisogno di farlo di piu' o di farlo con altro.

Il fatto che delle persone abbiano investito energie o composto intenzioni per poter soddisfare mie ipotetiche esigenze non mi fa sentire ne lusingato ne emozionato. Specialmente perche' non gliel'ho mai chiesto.
Se poi si rendessero conto di come questi siano solo dei falsi in bilancio, potremmo davvero riderci sopra di gusto: dare per avere non e' affatto una spesa "pro bono", ma un investimento... che spesso sarebbe stato comunque obbligato, desiderabile o inevitabile.

Io voglio essere SCELTO. Non obbligo nessuno, ma e' un'opzione necessaria per chi vuole avere il 100% da me.
Scegliermi significa capirmi, fidarsi di me A RAGION VEDUTA e confidarsi con me in modo sincero... assumendosi in modo totale la responsabilita' ed affrontando le conseguenze per tutto cio' che si sceglie di tacere.
Capirmi non significa rendermi comprensibile... significa capirmi cosi' come sono. Senza scuse o supposizioni.


Sono stanco di essere trattato come un bambino che "capira' quando sara' grande" da persone che non sono nemmeno in grado di gestire una relazione... davvero stanco.
Sono stanco che si mettano in discussione i miei sentimenti o che li si usi come "prova indiziaria" per evidenziare forme di repressione.
Sono stanco di dover riqualificare la parola Amore.


Non fanno male le parole, ma soltanto l'incapacita' di starmi accanto senza farmi pesare di essere come sono.

Comments

secondo me il tuo problema sono le scarpe.
cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe?
dai se ti fai un piercing me lo faccio pure io dai
monkey

March 2010

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