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monkey

Bruteforcing my reality

J vuole bene ad X.

X dice che J non capisce una cosa fondamentale.
J chiede delucidazioni.

X dice che J deve smettere di negare.
J chiede delucidazioni.

X dice che J non e' chiaro... che J cerca qualcosa ma non vuole esprimersi.
J e' perplesso. J non vuole nulla in particolare.

X dice che si annoia a fare questi discorsi.
J e' ancora piu' perplesso... chiede un esempio, un indizio o almeno una ragione per cui debba indagare a riguardo.
J comincia ad irritarsi...

X ride. X taglia il discorso. X fa cio' di cui accusa J: resta sul vago.
J e' molto irritato.

X afferma che non importa se non ci si sente piu': basta con questo argomento, basta con la noia... e' ora che J la smetta.

J e' FURIOSO.
J e' impossibilitato a parlare.
J e' messo alla prova. J e' tentato. J e' spinto.
J non ha piu' voglia di continuare ad ascoltare.
J vorrebbe dialogare, ma non c'e' nessun interlocutore.

X vorrebbe dare delle cose, cose che chiunque le chiederebbe. Chiunque tranne J.
X ha BISOGNO di dare queste cose, ma non l'ha mai vista da questa prospettiva.
X non sa formulare una richiesta in tal senso.
X e' talmente abituata allo stupro emotivo da esserne dipendente... da non riuscir piu' a capire il rispetto. E la caccia.
X se la prende con J perche' non le chiede queste cose come tutti gli altri. Perche' e' inutilmente, stupidamente complicato.

X mente a se stessa... afferma ridendo che a J costerebbe poco. Che per lui sarebbe meglio.
X fa male a J e fa finta di non capirlo.
X scappa.

J resta solo e pensa... pensa... pensa... ma non capisce.
J ne parla con L... con J2... con M... ma non capisce.

P chiama J... e J non la sa spiegare, ma si sente fortunato.
J ha tutto di nuovo chiaro: non puo'... non deve capire.

J vuole bene ad X. And that's all that matters.

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monkey

March 2010

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