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monkey

Entropy

Da bambino accumuli rabbia perche' hai la netta impressione che le persone non ti credano.
Che non ti considerino all'altezza e si prendano gioco di te.

Ti dicono che sei troppo piccolo, che non puoi avere sempre ragione, che devi essere umile, che devi fare la gavetta, che devi mangiare ancora tanta pasta, che deve passarne di acqua sotto i ponti, che capirai un giorno, che non e' cosi' semplice e tante altre stronzate.

Passano gli anni e tu - caparbia testa di cazzo - raccogli le prove per dimostrare dov'e' che avevi ragione e dove - anche nel torto - la loro spiegazione era assolutamente errata.
Dov'e' che ti mancavano dati che LORO ti hanno nascosto.
Ti sei segnato ogni allusione, ogni atteggiamento, ogni promessa, ogni sbruffonata... cresciuto, con il tuo taccuino da allibratore, ti presenti a riscuotere il premio delle tante scommesse vinte.

Giunge il momento di fare una tragica scoperta...

Per ogni "Certo", ogni "Ovvio", ogni "Si lo so", ogni "Chiaro", ogni "Sono d'accordo" sembra esserci sempre un "Ma".

Scuse, scuse e scuse... per non affrontare la realta', per non affrontare la sconfitta, per non mettere se stessi in gioco.
Menzogne e meschinita', silenzi imbarazzanti, allontanamenti e misteriosi atteggiamenti di difesa.
Fughe e svicolate, penose ritirate, dolorose emarginazioni.

Il terrore di perdere diventa terrore di giocare.
Il terrore di far male nasconde quello di farsi male.
Il terrore di restare soli cancella quello di perdere la propria identita'.

Omologazione silenziosa.

L'amore si trasforma da complicita' in contratto, l'amicizia in un usufrutto vincolato.
Divenuti bravissimi nell'interpretare il proprio personaggio, milioni di attori scelgono di farlo a tempo pieno.

I bisogni narrativi si concretizzano in irrinunciabili necessita'... il tempo si consuma in un inutile balletto canonizzato.

L'ipocrisia e' il minore dei mali, il taccuino una superflua e chimerica pillola rossa.
Non ci sono risvegli ne Signore in Giallo... nessuna perfida Agatha Christie a tirare le fila del perverso teatrino.
Mancano l'epilogo e la vittima... sono tutti assassini o complici... anche tu che hai scritto ed annotato.

Questo post ha il semplice scopo di sottolineare un fatto: io ho smesso di recitare. :-)

Ero quello che scambiava le pallottole a salve con quelle vere, che faceva cadere i riflettori sul protagonista, che avvelenava il rinfresco, che sputava sulla platea, che pugnalava il gobbo... tutto per dimostrare che non sarebbe cambiato nulla.

Dimostrare che non sarebbe cambiato nulla non cambiava nulla... era un fatto cosi' banale da sfuggirmi! :-)

Ora giudico... guardo... disturbo. Scambio i copioni e suggerisco male.
I posti in sala sono quasi tutti vuoti: non appena qualcuno dovesse stufarsi, io sono sempre pronto per un buon cappuccino.

Comments

non ho mai tenuto taccuini da allibratore. E' male?
Comunque un cappuccino, se è poi un buon cappuccino...
Contano anche quelli mentali... contano anche quelle volte che pensi bene a quello che qualcuno ha detto distrattamente e poi gli fai pagare lo scotto dello spreco di ossigeno con 4 o 5 semplici parole. :-)

Cappuccino, it's a deal. (nel senso di dose)
mmm, se è così allora credo di avere un libro mastro... però non mi preoccupo particolarmente di far pagare a una qualunque persona una qualcosa cosa che ha detto, anche perchè se gli altri lo facessero con me... considerando che non dico spesso cose distrattamente...

Let's make a deal (nel senso di accordo)Cappuccino!
Che bel post, lo vorrei mettere nelle "memories".
Thanks... birra, ispirazione e un calcio nei coglioni virtuale di troppo possono produrre risultati stupefacenti! ;-)
5 punti in piu' per te... ;)
Ti aggiungo tra i friends se non ti dispiace, mi sto facendo un giro sul tuo journal e ho trovato tanti post interessanti.
You're welcome :-)
monkey

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