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monkey

Sono relazionalmente autistico, credo.

Fatico a tagliare i rapporti e non sono capace di viverli perche' temo troppo di cadere nella strumentalizzazione.
Osservo.

La mia incertezza emotiva produce molto spesso lunghissime attese.
Resto immobile, salvo per piccoli scatti nervosi... attendo di scivolare nel dimenticatoio dopo un travaglio silenzioso d'insinuazioni di inefficienza. Anche involontarie.

Inefficienza e' un termine terribile per le relazioni, ma non fa piu' scandalo... i rapporti vengono governati da inquitanti tabelline bonus / malus che li infarciscono di doveri e regole implicite... ragnatele di sconfortanti insicurezze che rendono insipida persino l'intimita'.

Io non le seguo...

Io concedo molto, ma non mi adeguo alle aspettative... soprattutto non mi adeguo alle regole.
Di piu': sono aspro, categorico, incazzato. Duro.
L'abbandono e il dolore mi feriscono ma non mi scuotono. Ne mi comprano.

Quando il dolore diventa troppo intenso, semplicemente cedo... perdo i sensi e il senno.
Penso a cio' che ho pensato... a cio' che non ho pensato... a come sarebbe se.
La fantasia, come uno strumento di tortura, riduce al silenzio i sentimenti... e la paura puo' finalmente prendere provvedimenti.

Il mio day by day si affolla di valutazioni e modelli: banali, certo, ma perche' cosi' e' il mondo... affollato di cose banali la cui intersezione nasconde il senso delle cose.
Mi ritrovo soverchiato da scenari, tutti validi...

Troppe possibilita' e nessuna ragione per percorrerle... troppo male senza senso.

Boh... qualcuno pensa (forse per colpa mia, forse perche' anche io a tratti lo penso) che per uscire da questi momenti bastino semplicemente il tempo e le mie forze.
In realta' ne ne esco solo quando la paura e' svanita... quando - con disperazione ed incoscienza - rescindo rami a caso finche' non  torno a vedere il cielo.

Nessuno si lamenta mai... nessuno si prende mai la briga di commentare oppure osteggiare queste incoscienti potature.
Probabilmente non interessa abbastanza da fargli superare il fastidio di esserne parzialmente la causa.

Che ne so perche'... so solo che a volte mi piacerebbe ci provassero.

Comments

escludendo alcuni particolari, penso di capire molto di quello che hai scritto.. sono anch'io relazionalmente autistica, credo..
solo che quando mi allontano da qualcuno spero sempre non ostacoli più di tanto la cosa per paura di cedere un'altra volta.. [più che altro, se cercassero di ostacolarla in modo convincente, sarei ben lieta di cedere; ma siccome il più delle volte continuano per la propria strada, aumentando esponenzialmente i miei livelli di tedio e fastidio.. è una circostanza che mi auguro sempre di poter evitare.]
il fatto è che tendo ad accumulare i dissapori e le delusioni, esplodendo alla fine, in un unico sbotto senza possibilità di replica da parte dell'altro.
la storia del tempo e della volontà la ripetono anche a me da mezza vita.. ma tu ci credi?
io solo fino a un certo punto..
aehm. ignora l'orrida punteggiatura di questo commento -_-
Alla storia di tempo e forza si crede un pochino comunque... tutti sperano e pensano di farcela, in fondo in fondo.
Eppoi e' bello immaginarsi anche solo un minimo come dei supereroi. ;-)

La realta' e' che ce la fai anche se non provi.

Anche se non cambia un cazzo, anche se non sorridi, anche se non e' come avrsti sperato o vorresti... ugualmente ce la fai.

Non si puo' essere - come ti dicevo - inetti alla vita.
La vita ti rende protagonista dei cazzi suoi perfino se t'opponi.

Si puo' essere inetti ad attuare la propria volonta', ma in generale nessuno se ne accorge.
La volonta' individuale e' sottovalutata... ignorata... maltrattata.

I gorghi nei quali precipito io, solitamente, sono cosi' intrisi della mia volonta' che persino la vita smette di scorrermi accanto. :)
Uscirne puo' avvenire in due modi... con il tempo (ma non certo con le mie forze), perche' la volonta' si dissipa e la vita incalza, oppure con la disperazione: spacchi tutto, fai un casino infernale e - per qualche tempo - resti tranquillo (e solo) in mezzo alle macerie del tifone che hai prodotto.

Quello che ogni volta non capisco e' il perche' questo tifone si renda necessario... o meglio... perche' nessuno se ne lamenti.

In realta' non me lo chiedo... :P... pero' mi piace ripetermi che lo sto ancora facendo, perche' mi concede tratti piu' umani. :)

Sono gli unici momenti in cui la tela assume colori differenti ed emoziononanti... so benissimo che e' il modo sbagliato... so benissimo che e' una sceneggiata tragicomica che ferisce tutti, me per primo... so benissimo un sacco di cose... ma quando sei giu' giu' giu', la conoscenza vale ben poco.

AsdAsdAsd... spero di aver risposto spannometricamente alla tua domanda. ;)

Oh, ma tu che ci fai qui? Non dovresti essere depressa e silenziosa? :P

Grazie del commento... :)
Prego.. :)
[penso che il mio lj crei un'immaggine di me totalmente parziale.. :)]
immaGGine -_-
SuSu... non dubitare dei miei poteri di osservatore medianico soltanto per quel filo di sarcasmo del quale non posso fare a meno! :P
Menomale che una certa persona non ti ha fra i friends... o con questa tua autoetichettatura da "autistico" saresti rovinato...
Ricorda solo che potresti sempre incontrare chi della chiusura della glottide fa un vanto. E allora allegro!!!
Cos'e', ce l'ha con gli autistici, la cara bottonero? :)

Speriamo nei miracoli della glottide... speriamo!! :P
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Glottide RULEZ... altro che vortici e tifoni, basta molto meno per la felicità (comincio a diventare monomaniaco, è un miglioramento o un peggioramento? oops, scusa è il tuo post, non devo porre le mie domande.)
Secondo me e' una mania migliorativa... oops... e' il mio post... non devo rispondere... o forse si'... G'oh knows iee.
monkey

March 2010

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