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monkey

Un post dovuto... (beta 1, sono al lavoro e poi lo rivedo)

Imbattersi in un'affinità elettiva dona immensa felicità.

Essere capiti, non doversi spiegare e condividere sensazioni ad un livello più profondo ci da la sensazione di non poter essere più fortunati.

Ci sentiamo carichi, potenti, "sintonizzati" alla vita... ci convinciamo di poter purificare e perfezionare noi stessi al massimo grado attraverso un processo di transfer unico e quasi divino.

Come con gli occhiali al cinema treddì, abbiamo la sensazione di trovarci accanto a qualcuno che osserva le cose dal medesimo punto di vista, ma che grazie a carattere ed esperienze personali applica una diversa polarizzazione alla luce: la realtà si tinge di infinite sfumature in più... acquisisce consistenza.

La ricerca del giusto posizionamento e di un senso al nostro essere più profondo trovano un supposto traguardo.


Se dentro ti senti bambino, tutto questo è meraviglioso. E' l'inizio della pubertà comunicativa.


Ciò che mi sorprende - e non sempre riesco a spiegarlo - è il triste epilogo che spesso segue questo cammino.
La bellezza delle sensazioni che si provano rende conservatori e innaturalmente tolleranti.

Più forte è l'affinità più intense sono le vibrazioni che col tempo ne scaturiscono... la fiducia in un rapporto tanto solido dovrebbe permettere di cavalcarle orgogliosamente fino alle estreme conseguenze.

Questo non avviene. Si rimanda, si sterza, si aspetta.

Qualsiasi sia il loro destino, la fantastica sensazione di incalzante progressione che caratterizza un rapporto tanto intimo tende a sfumare... fades to black.
Restano i sapori ed i ricordi, ma la carica d'energia che ci lasciano nel cuore esige poi un balzo che è solitario ed individuale. Alimenta l'orgoglio... brucia.

Quando quest'energia raggiunge soglia critica, si diventa esigenti con la controparte, come se ci si aspettasse che fosse lui / lei a far scomparire questa intollerabile situazione.
Si blatera... "sei cambiato", "sei diverso", "prima", "ricordo", "lo sapevo"... si resta ciechi di fronte al fatto che è tutto esattamente come avrebbe dovuto.

E' soltanto tempo per un'assunzione di consapevolezza... un balzo di qualità... una trasformazione personale per la quale si dovrebbe essere grati.

Trovarsi nella situazione ideale serve da propulsore... consente di formare quelle difese che ci permettono di provare sensazioni ancora più intense all'interno di ambienti che prima ci erano inaccessibili.

Crescere ed accumulare per restare immobili ci rende irascibili e inutili... intrattabili... finiamo per rompere costruzioni stupende e dal valore incalcolabile.
Gettiamo nel cesso un'immensa fortuna. Qualcuno diventa persino pessimista... disilluso... cattivo... smette di sognare.

Appoggiarsi l'uno all'altro e cercare un equilibrio è impossibile.
E' la felicità ad essere di per se stessa una condizione di stabilità e potere. E' il potenziale in uso. E' realizzazione.

Condividere le ragioni del proprio stallo consente di chiarirle e superarle, ma purtroppo anche di crogiolarcisi.

Trovare qualcuno che apprezzi l'efficacia ed il senso di quelle eccezionali prestazioni delle quali andiamo tanto fieri è come una fantastica droga che rilassa e cura le ferite.
Ma non rende queste prestazioni più efficaci... anzi... spesso le rende ancor più fini a loro stesse.

Se accettiamo il concetto di arte come la capacità di comunicare un significato senza bisogno di condividere prima i significanti, comunicare con un anima affine è l'esercizio di un arte inutile.
Comunicare con qualcuno che condivide con noi tutti i significanti è la cosa più vicina al silenzio che si possa sperimentare.
Ed è rilassante, non competitivo, reassuringly natural.

E' come parlare allo specchio, ma ci si sente meno scemi. :-)
Don't get me wrong... è bello ed indispensabile... spesso finisci per dirti cose che non avresti mai avuto la capacità di tirar fuori da solo, ma deve esserne chiaro il limite.


Il passaggio alla piena maturità comunicativa comporta la capacità di raggiungere una simile intimità con le nostre nemesi, con pensatori distanti, con perfetti sconosciuti...

Ho spinto un po' di persone a saltare la staccionata e - fino ad ora - i risultati sono stati piuttosto goffi. :-)

Ora che ho scoperto a cosa mi è servito tutto questo processo, ora che ho scoperto un livello completamente nuovo e tutto da scoprire, penso di essere riuscito a dare le giuste indicazioni e la corretta motivazione. Non più parole, ma un sorriso ed un entusiasmo da invidiare.


Ai nuovi saltatori auguro buona fortuna... io devo rincorrere un nuovo sogno.

Comments

> Ai nuovi saltatori auguro buona fortuna... io devo rincorrere un nuovo sogno.

Già... siamo a febbraio :)
"Trovare qualcuno che apprezzi l'efficacia ed il senso di quelle eccezionali prestazioni delle quali andiamo tanto fieri è come una fantastica droga..."

Non credermi tanto banale fratello, non ho parlato di apprezzamento.
Io ragiono a compartimenti stagni ricordi?
Io so qual'e' la mia droga, la mia dipendenza e nel mio searching people ho inserito dei paramentri che non prevedano l'adulazione nel senso personale che do' al termine.
Voglio smettere per passare al livello successivo di indipendenza...
...Vanita', vanita', vanita'... E quale miglior sfogo ad essa se non qualcuno che tacitamente riesce ad apprezzarmi alla sua massima espressione?!
NO, non ho parlato di apprezzamento, non voglio il dannato apprezzamento...Non sono piu' in cerca di pubblico consapevole!

D'altra parte non sono nemmeno in cerca della nemesi nel senso assoluto del termine; cercare la nemesi e' come cercare la condizione ideale per un moto rettilineo uniforme, quello che trovi e' solo un risultato relativo.
Io cerco il punto esterno, i punti esterni, giacche' sono infiniti.
L'alternativa fonte di luce, non una distorsione della mia...Un interattivo scambio di dati furby per cercare di migliorare...

La questione e' comunque questa, vivere a contatto con un punto esterno lo rende interno e crea una simbiosi dal giudizio parziale e futile.
Sono felice perche' ho trovato il primo punto esterno, la prova che i punti esterni esistono...
Per quanto riguarda il TUO miraggio non ti nascondo che sono un po' perplessa, al contrario di te io non sono AFFATTO sicura che esista un umanoide con il quale e' possibile condividere un rapporto produttivo perenne senza che ci si fossilizzi in una condizione immobile di agio/disagio.


x ziuccio: ora va bene

Re:

Chi ha parlato di banalità? Chi ha parlato di apprezzamento?

Lamenti una passata schiavitù nei confronti della vanità, ma citi il suo tacito sfogo come massima espressione dell'apprezzamento. (che dici di non cercare)

E cos'ha a che fare il non volere apprezzamento con il non esser più in cerca di un pubblico consapevole?

Quando mai ti ho esortato alla ricerca di un pubblico?

Sai ESATTAMENTE cosa significa nemesi?
Mi spieghi meglio perchè trovare una nemesi dovrebbe portare ad un equilibrio?

Dici di cercare il punto esterno, ma lo descrivi come:

"... un altro essere che capisce
capisce la tua tecnica
capisce il tuo humor
capisce i tuoi intenti"

Cos'è questa se non un anima affine?
Ti sembra esterno? Ti sembra alieno?
Ti sembra in grado di notare il difetto nella tua logica?

Non ha nulla che non va ed è sicuramente un GRANDIOSO incontro, ma NON è un punto esterno.

Cerchi lo scambio di dati Furby per poterti migliorare, ma ti compiaci solamente quando trovi un Furby compatibile... le migliaia di altri modelli che consideri inferiori o inadatti, lo sono ovviamente per colpa loro, non perchè tu non sei in grado di ascoltarli.

Il tuo ragionare a compartimenti stagni è incredibilmente efficace, eccetto quando parte da PRESUPPOSTI SBAGLIATI.

La tua droga è l'indolenza.
Non tenti di capire perchè mai la perfezione cui ambisci fallisca inesorabilmente e colpevolizzi tutto ciò che la limita.
Ti permetti eccessi di menefreghismo impressionanti.

Questa reply era offensiva per superficialità e ottusità... se vuoi discutere con me di ciò che ho scritto, dovrai fare molto di meglio che scatenare ilMostro.

Btw, il mio miraggio non lo conosci e non è tale: hai tentato con un atteggiamento fastidioso e gratuito di riassumerlo in una frase che non lo rappresenta per nulla e - cosa peggiore - ci hai sputato sopra al suono di "non credo".

Sputi su qualcosa che per me è importante senza addurre la minima motivazione razionale... senza ragionamenti... senza nemmeno capire che - se pure di miraggi si trattasse - la cosa importate è ciò che è GIA' accaduto, ossia che sono stati in grado di ridonarmi quell'entusiasmo che nessuno era stato in grado di far riaffiorare.

Io non inseguo lo spettro di una potenziale anima gemella.

Vivo il regalo che questa persona mi ha fatto e che - perdonami - non credo di poterti esporre in sede di dibattito.

Che questa persona torni nella mia vita oppure no è assolutamente ininfluente ai fini di questo ragionamento, ma se preferisci congetturare in solitudine che mi sia semplicemente innamorato fa pure.

Precipiti al livello delle persone che tanto prendi per il culo.

Re:

IlMostro era a milioni di miglia quando ho scritto quel post, ma adesso mi sta venendo voglia di tirarlo fuori per ucciderti.

mi autocito perche' e' ovvio che mi sono espressa male
"...Vanita', vanita', vanita'... E quale miglior sfogo ad essa se non qualcuno che tacitamente riesce ad apprezzarmi alla sua massima espressione?!"
Questa e' la domanda retorica che caratterizza il mio status abituale

"NO, non ho parlato di apprezzamento, non voglio il dannato apprezzamento...Non sono piu' in cerca di pubblico consapevole!"
Questa e' la frase che ho usato per dire che NO, ora non voglio piu' che quella domanda sia IL CONCETTO scontato che regola i miei rapporti con gli altri, perche' ora voglio smetterla di cercare autocompiacimento dalle mie parole e dall'effetto che PENSO abbiano sulle altre persone.

Non sono piu' in cerca di pubblico consapevole perche' voglio smettere di incasellare le persone come parte o meno di quel pubblico, sono in una fase di autoanalisi del mio sistema imperfetto (perche' come hai risottolineato il mio sistema e' ottimo fino a che non parte da presupposti errati)
Io non voglio migliorare la capacita' di creare preconcetti in modo che abbiano un senso, io voglio cambiare sistema.

Perche'?
Perche' come tutti i sistemi a struttura rigida e' limitato da se stesso.

Per valutare un errore di sitema devi prima capire come funziona il sistema...O meglio, puoi anche non capire, ma devi essere in grado di interagire con esso, questo richiedo al mio punto esterno

Vero e' che per interagire bisogna essere in due e le mie percezioni sono sempre filtrate dal mio sistema operativo che pregiudica le persone e cestina i loro imput...Ora ho trovato qualcuno che riesce ad infiltrarsi e demolire le basi errate

L'indolenza e' la mia colpa, il flagello col quale perpetuo il mio latente dominio e IPNOTIC CARAMEL ne e' lo scritto dimostrativo, la pomposa celebrazione di cio'

Ora ci sono persone che rimangono davvero male se mi comporto come mio solito, insulto e calpesto culture...

Non so se faccio bene perche' e' come dire "fumo l'ultima sigasretta e poi smetto", ma sto cercando di di usare il mio disagio verso il disprezzo altrui per combattere l'indolenza e il menefreghismo, e imparare il rispetto.

Quando ho scritto ipnotic caramel sapevo che sarebbe stata la vetta della pigra osservazione. Trovare una culla placida anche qui', dove c'e' troppo da fare per stare fermi in un punto, non ha fatto altro che dimostrarmi quanto la mia indolenza verso il mondo stesse prendendo piede

Non lo so se portera' a qualcosa o se alla fine saro' la stessa drogata di prima, di certo non ho cercato di riassumere superficialmente il tuo rapporto con un'altra persona che non conosco; quando dico miraggio parlo del tuo desiderio di trovare un compagno, una compagna di viaggio...
NON ho sputato nulla su di te' o sulle tue esperienze, non ne so un cazzo a parte quello che tu mi hai riferito (nulla ai fini di un giudizio obbiettivo, per il mio sistema a compartimenti stagni)
Tu hai messo in piazza te stesso e io ho semplicemente messo un punto di domanda alla fine del tuo ragionamento, sono felice di vederti finalmente entusiasta e il punto e' proprio che non voglio vederti di nuovo deluso.

Vaffanculo se pensi che userei violenza sui tuoi sentimenti e vaffanculo a me che probabilmente, sicuramente lo faccio senza accorgermi.





Re:

Rischio di delusione? Leggendo i tuoi post indubbiamente.

Scusa se da te m'attendo un po' più di così, se m'attenndo che tu non abbia bisogno di sarcasmo, cinismo e teatralità per esprimere concetti.

"Vaffanculo se pensi che userei violenza sui tuoi sentimenti e vaffanculo a me che probabilmente, sicuramente lo faccio senza accorgermi."

Questo non è ne il mio tema di maturità, ne il compitino della Alibranti sulle strutture delle città...

Usatemi una cortesia, sia tu che Ziuccio: rileggete le vostre due ultime reply ed esercitatevi in un Paso Doble nel tentativo di capire perchè cozzino fastidiosamente ed inutilmente con il mio post originale.

Non è perchè credo che non lo sappiate, ma perchè così non mi tocca scrivervelo.

Sarcasmo, umorismo o quant'altro, in questi ambiti, come ben sapete non li gradisco. Come non gradisco nemmeno i trallellero trallallà, le battutine e i blablabla.

Se per voi il discorso non regge, andate a scrivere altrove e rideremo tutti felici e contenti.
monkey

March 2010

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