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monkey

Innerspace

Esplodo gli oggetti con la fantasia, inventandone le parti che non vedo. Poi lascio fare.
Le cose si animano e rincorrono un senso; nello spazio e nel tempo di bizzarri universi.

Con gli occhi chiusi, osservo. Do' alle cose il tempo che meritano, seguendone l'ispirazione fin dove mi riesce.

La vita e' invadente: ruba spazio ai sogni e non li lascia parlare.
Robin Hood del subconscio, rubo al giorno per dare alla notte. E ascolto.


Avevo smesso.
Mentendo a me stesso, mi ripetevo di non riuscirci piu'.

Avevo fretta.
Di vivere i sogni; di barattare sforzi con risultati.

Ho dato tanto e ho dato per nulla, versione egoista del perfetto altruista.
Arido di tempo e di novita'.
Avido di dettagli e fallimenti.

Ho dato un titolo al mio blog del quale poi ho ignorato - con i gesti - il significato.

Ho impersonato l'eroe dei fumetti.
Una base segreta, un'identita' segreta, alcuni amici (non tutti fidati), qualche sudato superpotere.
Cose divertenti da leggere e lasciarsi raccontare. Spunti di riflessione.
Purtroppo, nulla di piu'.

Bello ma inutile.

E' parso che io non volessi nulla, che non c'entrassi nulla e - soprattutto - che inserirmi nella realta' fosse ridicolo.
Qualcuno ha voluto credere nell'eroe e scordare la persona.
Qualcun'altro ha inventato la persona a proprio piacimento. L'eroe pareva troppo, troppo assurdo.
Nessuno ha tenuto in debito conto i vaffanculo.

Niente amore... solo emozioni lampo e una rilettura ogni tanto.
Quando la realta' fa male e occorre un riparo.


Ho impersonato me stesso, lasciando le emozioni dopo i titoli di coda.
Non sono andato avanti... sono rimasto ancorato a te, a te e a te. Anche a te e a te.
A troppe persone. Ognuna con il suo personalissimo eroe.

Ho sofferto per le mie mille inutili morti e resurrezioni. Per quei gesti sinceri passati per disperati tentativi di salvare il mondo.
Soffro ora per quelle avventure dimenticate e quei meravigliosi discorsi che sono stati liquidati con silenzi amari.
Ritenuti assurdi o persino ridicoli, ma divertenti... a volte persino lusinghieri. Piacevoli intermezzi di fiction tra un errore e un dolore.


Mi sento offeso E mi sento responsabile.
Ho capito solo ora quello che la piu' stronza tra le lettrici aveva cercato - ingenuamente - di farmi capire.

Avrei dovuto chiedere, diceva. Voleva dire "sporcarmi", credo.

Intuitivamente mi stava suggerendo un modo grezzo per non apparire piu' come eroe, corrompendo quell'apparenza incorruttibile che mi stava imprigionando. Fare come ha fatto e ancora fa' lei. Fallendo miseramente.

La soluzione c'e' ed e' semplice. Mi fa schifo, ma ha senso.
Basta lasciar andare le persone... lasciarle precipitare... lasciarle sole.
Concentrarsi solo su chi mi cerca... su chi mi rispetta... su chi mi da almeno un minimo di vera priorita'.

E' tremendo e liberatorio al tempo stesso.
E' peggio, eppure e' il massimo che il piu' delle menti voglia accettare.
Fa schifo, ma e' l'unico modo per poter essere considerati.


Mi sento intossicato dall'amarezza, ma al contempo annego nel tempo libero.
Abituato a comprimere mille cose in brevi istanti, ora sono atterrito dalla lunghezza delle giornate... dalle possibilita'... da quante cose ho trascurato per nulla.
Un po' intontito osservo il tempo scorrere via. Mi stupisco di quanto il suo mancato utilizzo sia meno doloroso del precedente spreco.

La porta e' aperta, ma ho tolto le sedie.
Il tempo c'e', ma non si fa piu' consegna a domicilio.

E' un peccato, credo. A me piaceva molto com'era prima.
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Comments

Un post come questo scritto da te mi lascia una strana sensazione addosso.
Per certi aspetti credo fosse solo questione di tempo prima di vedere questo risultato.
Per altri credo che la tua resilienza a certi tipi di sollecitazione non sia ancora troppo debole per farti tornare sui tuoi passi.
Da un certo punto di vista mi chiedo perchè tu non l'abbia fatto prima.
Da un altro speravo non lo facessi mai.

Sei una delle poche persone che conosco a considerare la felicità uno stato naturale, un modo d'essere dal quale si può a forza essere strappati o allontanarsi, ma la cui assenza non è naturale.
Sebbene tu non stia dichiarando di rinunciare a qualcosa, stai comunque spostando il tuo ruolo verso quello di osservatore, mentre prima cercavi d'essere guida.

Beer and immaculate happiness are waiting for us... let's try not to be late.

O forse non ho capito io... d'altronde mica son G'oh... o anche si iee.
Ho solo fatto un passo di lato, proprio per proteggere la mia felicita'.

Non intendo smettere di utilizzarla per abbattere il Cubo, ma devo riconoscere il fatto che il precedente sistema lo stava addirittura rinforzando.
Stava per sfuggirmi questo post, sarebbe stato un vero peccato.

Mi piace tantissimo questa frase: La porta e' aperta, ma ho tolto le sedie.

Mi ricorda qualcosa di molto simile che scrissi tempo fa ad una persona alla quale tenevo molto. Lei decise di non venirmi a trovare portandosi lo sgabello da casa. Io, a malincuore, smisi di cercarla.

Purtroppo E' VERO, i sentimenti altrui non possiamo andarli ad elemosinare. Bisogna solo aspettare che qualcuno voglia donarci amore, affetto, attenzioni... sono cose che non si possono andare a cercare, si ottiene al 99% l'esatto contrario.

Ti capisco. Anche a me piaceva "donarmi" anticipatamente, ma dopo l'ultima mazzata, sinceramente, ho un (bel) pò cambiato opinione.
Penso di poter dire senza timore che donarti ti piace(rebbe) ancora.
E' naturale. Chiunque l'abbia provato ne resta talmente affascinato che... beh... tornare indietro e' MOLTO difficile.
Ha il sapore delle cose giuste. :)

Il problema sta in chi riceve.

Queste persone, per meravigliose che siano, possono non essere pronte.
Sono abituate a pagare per la felicita' e corrompono tutta quella che gli viene donata. La corrompono con la paura e la speculazione.

Puo' sembrare che l'emozione sia passata: e' il momento dell'illusione. Viene strumentalizzata per alimentare perversioni ed ossessioni, mortificandola e peggiorando la situazione.


E' assurdo e insopportabile perche' troppo lontano dalla mia natura (e penso anche dalla tua), ma in questi casi essere vicini e' una PESSIMA idea... forse non siamo capaci di esserlo nel modo giusto, per carita'.
Non posso escludere una nostra responsabilita'.

Il punto e' che - passo passo - l'amore gratuito alimenta un incendio che ci coinvolge e annienta.


Ti ringrazio tantissimo per il commento :)... sono contento di non essere l'unico ad essersi arruolato nei "pompieri"! ;)
monkey

March 2010

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